Sistemi di luce e innovazione: paradigmi tecnologici e dinamiche

L’evoluzione tecnologica che ha permeato gli ultimi 5 anni dell’illuminotecnica internazionale permette oggi di proporre sui mercati internazionali soluzioni all’avanguardia, impensabili prima di tale accelerazione, e che permettono di unire per esempio il design illuminotecnico italiano sia decorativo che architetturale, a fondamentali risultati di risparmio energetico e minore manutenzione, ma anche di integrare soluzioni di altro tipo al corpo illuminante, che siano funzionali alle esigenze dell’abitare e degli spazi pubblici, sia nell’illuminazione da esterni, che da interni. Un tale progresso, quando generato in modo sistematico e diffuso, può costituire la radice di un nuovo paradigma tecnologico che può trasformare il tessuto sociale e i suoi processi decisionali nella selezione e acquisto di sistemi di luce.

 

di Franco Bertini

 

Il segmento dell’illuminazione da interni è il settore dove più forte deve essere il ruolo della sensibilità del cittadino che opta per la migliore efficienza, proprio per via dell’assenza di normative di riferimento, al contrario di quanto accade per l’illuminazione da esterno.
Laddove tali normative siano vigenti, esse comportano selezioni qualitative superiori che a loro volta determinano maggiori costi d’acquisto, ma permettono un maggiore risparmio anche da parte dell’utente durante il ciclo di vita del prodotto (LCA Life Cicle Analysis). Nell’ottica della LCA, l’efficienza sul medio-lungo periodo è la discrimante che compensa l’investimento iniziale, ma è elemento essenziale di fronte ai crescenti costi dell’energia e alla possibilità di non manutentare nè l’elettronica nè le sorgenti, qualora si utilizzino i Led.

 

Per quanto riguarda l’illuminazione da esterni, il cliente tipo è spesso l’ente pubblico, e in ultima istanza è la cittadinanza che ne usufruisce e paga il conto degli investimenti effettuati dalla P.A. tramite tassazione locale o statale, e la presenza di normative Europee permette oggi un maggior controllo sovra-nazionale sulle dinamiche di aggiudicazione dei bandi internazionali (ndr – leggi anche, di Franco Bertini “Illuminazione pubblica. L’evoluzione dei criteri ambientali per gli impianti nelle pubbliche amministrazioni”).

 

Nell’illuminazione “privata” sussistono piuttosto raccomandazioni, influenze culturali derivanti dalla Green Economy e dalla crescente importanza del risparmio energetico, non tanto come rispetto delle risorse energetiche, quanto per l’implicazione economica.
È grazie all’evoluzione delle sorgenti, cioè delle lampade, da parte dei grandi produttori internazionali che sussiste la possibilità per gli utenti finali di scegliere soluzioni più funzionali e a prezzi via via più accessibili.
La prima “rivoluzione” nell’uso delle lampade a risparmio energetico a fluorescenza compatte è appena avvenuta, e la sua diffusione è tale che nel mondo industrializzato ha ormai sostituito molte delle “vecchie” lampade a incandescenza, che stanno uscendo dal mercato.

 

Tale sostituzione, rappresenta un salto tecnologico e comporta un cambio del paradigma tecnologico dominante il settore luce, solo nel momento in cui la diffusione di questa tecnologia ha sopravanzato la vecchia tecnologia. Secondo i teorici dell’economia dell’innovazione, il paradigma tecnologico è rappresentato dall’insieme di processi e prodotti che identificano il sistema “tecnico” sulla base del quale si sviluppano le offerte e le domande dei mercati di riferimento (per esempio nella “Economics of innovation”, uno dei paradigmi tecnologici più conosciuti riguarda le sorgenti energetiche alla base dei sistemi industriali, nello specifico si consideri il salto dal paradigma con tecnologia a carbone al paradigma tecnologico che ha messo il petrolio alla base di processi produttivi a livello mondiale, che ha impiegato oltre 100 anni, da quando i primi grandi giacimenti di petrolio erano stati “scoperti”).
Tale nuovo paradigma tecnologico si è diffuso tramite campagne massicce di stampa, attività di sensibilizzazione e promozione pubblica e privata, e ha impiegato oltre un decennio per essere accettato dall’utente privato.
Oggi è un dato di fatto cercare di utilizzare lampade a basso consumo, soprattutto dal momento in cui la qualità della luce è notevolmente migliorata e i costi della lampada con questa tecnologia a bordo, si sono comunque abbassati.

 

Una nuova rivoluzione si sta affacciando, e comporterà probabilmente la “sostituzione” delle lampade alogene e forse fluorescenti con i Led. In certe zone dell’Europa, per esempio nei paesi del Nord Europa, tale sostituzione ha addirittura riguardato le lampade a Ioduri metallici con analoghe Lampade a Led ad alta potenza e che portano a importanti risparmi sulla manutenzione e sul costo dell’energia su lassi temporali di 4-5 anni.
Tuttavia, come nel caso delle lampade a fluorescenza compatte, la sostituzione di un paradigma tecnologico con un altro, richiede tempo e una serie di elementi competitivi e di disponibilità della tecnologia non indifferenti.
I limiti all’utilizzo della tecnologia Led negli ambienti interni sono derivati per anni dal “calore ” della luce, dei suoi toni, in sostanza dal rispetto del CRI (color rendering index), dei colori naturali dell’ambiente circorstante, e dal maggiore costo che la tecnologia led ha sempre avuto rispetto alle sorgenti classiche dicroiche o fluorescenti.
Negli ultimi anni invece, con le economie di scala raggiunte e con l’investimento in sistemi di dissipazione del calore per i diodi, si è assistito a un potenziamento delle sorgenti Led che oggi sviluppano nelle loro versioni standard 10W l’equivalente delle 50W dicroiche, portando quindi un risparmio dell’80% di consumo elettrico, con al contempo una notevole riduzione dei costi di produzione di tali sorgenti senza considerare il ciclo di vita che è di 20-30 volte superiore alla dicroica. Si sono sviluppati sistemi ottici integrati e lenti per controllare l’emissione stessa dei diodi e la scelta del led bianco varia su un’ ampia gamma di “calore” (Gradi Kelvin), per le più disparate esigenze.

 

I Led da 8-10W, sono diffusi presso ogni specialista e rivenditore sul mercato della luce italiana e facilmente installabili in molti prodotti a dimensione contenuta, specialmente sui faretti da incasso, da interni ed esterni, dove l’approccio e la moda architetturale hanno spinto molti negozi e uffici a disegnare gli spazi con queste soluzioni.
D’altronde l’attenzione alla compattezza e la minimalizzazione degli apparecchi elettrici ed elettronici, la riduzione di quantità di materiale necessario per produrre, non solo luce, ma anche apparecchi televisivi (la tecnologia è ormai a Led con risparmi notevoli di peso ed energia, anche se con incertezza sulla durata della qualità visiva degli stessi, al di là delle varie direttive europee come Rohs o Raee fra le altre), permetterà sempre più una diffusione di larga scala e un aumento della potenza e durata di queste soluzioni, rendendo disponibile e sfruttabile tale nuovo paradigma tecnologico nei settori più disparati.
È tuttavia scontata, nonostante tale nuovo paradigma tecnologico si stia imponendo, che permanga la coesistenza sul panorama internazionale di diverse tecnologie ora minoritarie e nella fase discendente del proprio ciclo di vita, per un lungo lasso temporale, soprattutto per quanto riguarda le lampade a scarica e anche le alogene e dicroiche, che diventano anch’esse sempre più compatte ed esteticamente “piacevoli”, ma la diversificazione è anche la ricchezza e la possibilità di scegliere che va sempre data al cittadino/utente a seconda delle proprie disponibilità finanziarie.

 

Leggi la seconda parte dell’articolo, “Le nuove funzioni del corpo illuminante”.

 

Nell’immagine di apertura Katana, lampada da terra in fibre di carbonio, tecnologia dual-inside, sorgente Led, audio. Design di V.Cometti. Foto ITre, Gruppo FDV.

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