Tariffe elettriche, la crisi e le rinnovabili hanno plasmato il mercato

Sul sito agienergia.it è stato pubblicato qualche giorno fa un interessante articolo sui prezzi dell’energia elettrica, a firma Daniela Vazio e intitolato “Prezzi dell’elettricità all’ingrosso e alcune delle modifiche rilevanti degli ultimi anni”. La fornitura e le tariffe dell’energia elettrica sono al centro dell’articolo. L’analisi parte dalla consapevolezza dei cambiamenti che stanno interessando e che interesseranno il mercato dell’elettricità nei prossimi anni, anche secondo la roadmap europea fino al 2050 e in un contesto internazionale, a discapito del carbonio: l’elettricità sarà utilizzata sempre di più. Entrano in gioco i cambiamenti e le novità dal punto di vista tecnologico, che andranno a modificare, dove non lo hanno già fatto, il sistema di distribuzione dell’energia e il relativo sistema operativo. La qualità aumenterà notevolmente dunque. Ma è proprio qui che Daniela Vazio segna il primo punto a sfavore del mercato dell’elettricità, la prima difficoltà: l’evoluzione del settore in Europa non supererà, almeno in base alle previsioni, i tassi storici e tradizionali. In breve, ci si aspetta una crescita vertiginosa dal punto di vista qualitativo, ma non dal punto di vista quantitativo. Da questo punto parte l’analisi del mercato dei prezzi dell’elettricità. Le conclusioni sono strettamente legate alla crisi e alla congiuntura economica negativa ma anche alle novità portate dalle fonti energetiche rinnovabili, in particolare dal fotovoltaico. Buona lettura.


di Daniela Vazio (Rie) – www.agienergia.it

 

“È indubbio che il sistema elettrico stia attraversando un periodo di grandi cambiamenti portati dall’incidenza delle modifiche economiche nel contesto internazionale, dalle aumentate dimensioni previste in termini di infrastrutture e regolazione europee, dalla presenza e sviluppo di nuove tecnologie, dall’incidenza delle politiche ambientali sul settore della generazione.

 

Nella roadmap europea al 2050 si riconosce che l’elettricità svolgerà un ruolo centrale nell’economia a bassa intensità di carbonio. L’elettricità sarà utilizzata in misura sempre maggiore anche in settori, non classici, quali il trasporto ed il riscaldamento, ma l’evoluzione globale del settore in Europa non è prevista superare i tassi storici di crescita per le politiche in atto sulla Demand Side Management ovvero in relazione al costante miglioramento dell’efficienza nell’uso finale. Pertanto nel settore si prefigurano grandi cambiamenti più di tipo qualitativo che non quantitativo. Ed un forte impulso ad essi si determinerà dal ruolo giocato dalla tecnologia che modifica gli impatti sui mercati energetici (all’ingrosso ed al dettaglio), sulle reti di trasporto (pianificazione e operatività) e sull’intero sistema operativo e pone una sfida alla regolazione energetica tradizionale ed a quella che si sta formando a livello comunitario.

 

Il mercato unico che si sta cercando di realizzare a livello europeo risulta un vero salto di qualità per il settore elettrico, considerato da sempre un mercato regionalizzato e che invece sta cercando di superare i confini nazionali attraverso lo sviluppo delle connessioni transfrontaliere, la ricerca di risoluzione per le criticità tecniche e strategiche tra Stati confinanti e lo svilupparsi di transazioni finanziare e di meccanismi derivati che permettano, tra l’altro, la disponibilità “virtuale” di energia elettrica  a prezzi competitivi  e allineati tra tutti i mercati europei.

 

Gli acquisti di elettricità a termine e le relative coperture finanziarie si stanno ormai diffondendo a livello europeo. Si pensi per l’Italia alla partenza da fine 2008 delle negoziazioni a termine (MTE – Mercato a Termine dell’Elettricità) relative agli scambi fisici gestiti dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) e le negoziazioni dei contratti futures (IDEX) gestiti da Borsa Italiana. Dalla fine dell’anno successivo è poi partito il collegamento tra MTE e IDEX con l’opzione per gli operatori di regolare le proprie partite con consegna fisica (physical delivery) o in via finanziaria (cash settlement) – vedi nota 1.

 

I valori finanziari che da questi scambi derivano diventano sicuramente fonte di riferimento per gli stakeholders, benché ci si interroghi sulla loro validità in termini previsivi. In particolare per tutti i soggetti che non vi operano giornalmente adeguandosi ai mutamenti che con altrettanta scadenza di verificano. Il riferimento può essere inteso, a titolo di esempio, ai piani industriali triennali/decennali delle aziende che operano nel settore o ai possibili utilizzi da parte delle istituzioni preposte. Nella tabella successiva si mostra, a puro titolo indicativo, un confronto tra andamento dei prezzi sull’IDEX e spot sull’IPEX. In particolare si mostra il valore del prezzo medio dell’elettricità per il futuro annuale nel mese di dicembre dell’anno precedente a quello effettivamente verificatosi a consuntivo. Confronto fornito al solo scopo di favorire il dibattito sull’utilizzo dell’indicatore citato.

 

Tariffe elettriche

 

Vi sono altri due elementi che hanno inciso sulla struttura dei prezzi elettrici così come rilevabili dalle transazioni sulla piattaforma del GME. Il primo è il cambiamento che hanno subito dall’avvento dell’offerta di energia da fonte rinnovabile, e in particolare del fotovoltaico, negli anni recenti. Il secondo è la riduzione della domanda che la congiuntura economica dell’ultimo quinquennio ha determinato. Entrambi questi elementi hanno indubbiamente inciso sulla riduzione dello spread (vedi nota 2) tra i prezzi nelle ore di punta ed i prezzi nelle ore di minor carico. Come si vede dalla tabella seguente, il trend decrescente si può considerare pressoché costante dal 2004 al 2012:

 

Tariffe elettriche


Note
1. Si menzionano a titolo esemplificativo ICE (UK) e Nymex (USA)
2. Differenziale”

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