Trattamento sorgenti luminose esauste. Intervista a Fabrizio D’Amico, Direttore di Ecolamp

Ecolamp è il Consorzio no-profit che si occupa della raccolta e del trattamento delle sorgenti luminose a basso consumo esauste. E’ rivolto ai cittadini, ai professionisti e agli installatori. Abbiamo incontrato Fabrizio D’Amico, Direttore del Consorzio, e abbiamo parlato con lui delle caratteristiche e delle attività di Ecolamp, della situazione italiana per quanto riguarda lo smaltimento, il trattamento dei RAEE e la normativa in vigore.

 

di Giacomo Sacchetti

 

I vostri centri di raccolta sono più di 1.600, distribuiti in tutta Italia, e la cultura dello smaltimento corretto ha preso piede nel nostro Paese, che si è rivelato interessato a questo tipo di (importante) attività. Che tipo di attività di sensibilizzazione avete portato avanti negli anni, sia sul web, sia sui canali più tradizionali?
I punti di raccolta sono più di 1600 all’interno delle Isole ecologiche comunali, in cui si trovano i nostri cassonetti. Quindi i cittadini possono rivolgersi direttamente a questi centri per smaltire in modo corretto. La campagna di sensibilizzazione fatta consiste in campagne Marketing in strada o in radio. Naturalmente è stato portato avanti anche un lavoro di Mailing diretto, in particolare agli installatori, e abbiamo lavorato molto sul portale Ecolamp.it, nato con il Consorzio a metà degli anni 2000 e in continuo cambiamento e aggiornamento. Basti pensare che è stato ripensato già due volte dal momento della sua nascita. Importanti sono anche le iniziative che organizziamo: oltre alle fiere e agli eventi, anche quelle nei centri delle città. In questo senso le possibilità di crescita e di diffusione sono molto ampie: i professionisti (ai quali ci rivolgiamo) sono circa 50.000 in Italia, ma i cittadini sono molti di più.

 

In effetti il vostro sito è molto ricco. Quali sono i servizi principali che offrite attraverso Ecolamp.it?
Ecolamp.it è un vero e proprio “portale”. E’ opportuno chiamarlo in questo modo perché se qualcuno è interessato al Consorzio Ecolamp, questo spazio online è la fonte primaria di informazioni, oltre che di normativa. In questo modo i Professionisti possono utilizzarlo per essere sempre aggiornati, per avere un know-how e un expertise sempre basato sull’aggiornamento e sull’attualità. Il portale è un luogo di aggiornamento e conoscenza della materia, anche per i consumatori.

 

Il trattamento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) garantisce a tutti i cittadini vantaggi ambientali, sanitari ed economici, la messa in sicurezza di sostanze pericolose e il recupero di materiali per nuove applicazioni. Ci può illustrare le linee guida base per riciclare in modo corretto le lampadine a basso consumo esaurite?
Ci sono due possibilità per il cittadino: la prima è recarsi in un’Isola ecologica; la seconda consiste nel recarsi, se si presenta la necessità di comprare una nuova lampadina, dal distributore, fare l’acquisto e consegnare il vecchio. È, questo, il famoso “uno contro uno”. Gli installatori, invece, possono rivolgersi ai grossisti che aderiscono all’FME (la Federazione Nazionale dei Grossisti e dei Distributori di materiale elettrico), che ha un accordo con Ecolamp, in modo da smaltire la parte domestica. Ma ci sono anche altri metodi che professionisti e installatori possono sfruttare: se devono smaltire più di 100 Kg di materiale, possono utilizzare il servizio gratuito Extralamp, basta iscriversi al portale del nostro Consorzio; se invece c’è la necessità di smaltire un quantitativo inferiore ai 100 Kg, l’utente iscritto può scaricare da Ecolamp.it l’elenco dei Collection Point e recarsi nel punto di raccolta più vicino. I Collection Point sono privati e gestiti dagli impianti di trattamento. Ecolamp è quindi un Consorzio che aiuta i cittadini a smaltire correttamente, che fornisce loro i metodi per farlo, non si limita alla diffusione delle informazioni, pur importanti.

 

Ecolamp ha quindi creato servizi precisi anche per professionisti e installatori. Cos’altro occorre sottolineare riguardo a Extralamp e Collection Point?
Ci tengo a dire che i due servizi funzionano bene se sono conosciuti, perché la loro funzione è necessaria. Molti più installatori, rispetto a oggi, potrebbero aderire. Oltre al vantaggio lavorativo e all’aiuto per smaltire, offriamo un tablet a chi, già iscritto, porta un nuovo iscritto. Naturalmente è un operazione di Marketing che conduciamo perché crediamo sia importante far conoscere Ecolamp e i suoi servizi e perché crediamo che il potenziale dell’Italia sia ben maggiore delle 1.400 tonnellate che si raccolgono oggi. Possiamo infatti arrivare a 3.000 tonnellate. Ecolamp lavora anche per raggiungere obiettivi come questo.

 

Il Decreto Legislativo 151/2005 (all’art. 6, comma 1, lettera b) stabilisce che i produttori e i distributori hanno diversi obblighi verso il consumatore. In particolare i produttori devono informarlo sul corretto smaltimento dei RAEE e i distributori assicurano, al momento della fornitura per un nucleo domestico, il ritiro gratuito dell’apparecchiatura usata in rapporto uno a uno. La Legge è, appunto, del 2005. Ci sono, secondo lei aggiornamenti da fare a questa norma?
Una cosa, fondamentale, deve essere fatta. I centri non sono sempre totalmente disponibili ad accogliere i RAEE perché sono di dimensioni troppo piccole. È necessario dare la possibilità ai Consorzi o ai distributori di entrare nelle Isole o di andare direttamente nei centri di smaltimento.

 

Le Scuole rappresentano un buon punto di partenza per l’educazione al ritiro e riciclo dei RAEE. Quali iniziative ha organizzato Ecolamp e chi si occupa di coinvolgere gli Istituti scolastici?
Tutto è affidato ai Consorzi e alle Industrie. In particolare il Consorzio Ecolamp ha organizzato una mostra itinerante sul territorio italiano, visitata dagli alunni. Ha avuto lo scopo di insegnare il corretto comportamento e anche le motivazioni di tale comportamento. Detto questo, occorre sottolineare il fatto che esistono Comuni virtuosi, anche se non hanno un compito preciso e tassativo da svolgere.

 

Da non molto è stata presentata la nuova composizione del governo Monti, formata esclusivamente da tecnici e non politici. Cosa si aspetta il vostro Consorzio da questo nuovo Esecutivo e cosa vorrebbe proporre all’attenzione dei nuovo Ministri, quello dell’Ambiente in primis?
Superata la fase di installazione, vorremmo trovare una mentalità aperta e disponibile, per esempio, ai cambiamenti normativi cui si accennava poco fa. Naturalmente, mi riferisco alla disponibilità a migliorare le condizioni di smaltimento delle lampadine, considerate la Cenerentola dei RAEE. In realtà, la quantità da smaltire è considerevole, la maggiore per numero di pezzi, quindi mi piacerebbe che proprio le lampadine diventassero il centro del discorso.

 

Lei conosce Corrado Clini, il nuovo Ministro dell’ambiente? Lo giudica all’altezza dell’incarico che gli è stato affidato?
Certo, Clini ha esperienza: non solo conosce la materia, ma ha anche esperienza in campo ministeriale, e questo gli sarà certamente di aiuto per agire bene (ndr: Clini ha un ottimo curriculum di esperienze nazionali e internazionali: è stato vicecommissario dell’Enea e vicepresidente dell’Agenzia europea dell’ambiente; ha ricevuto la laurea honoris causa in “Ecologia dei Cambiamenti Climatici” dall’Università di Urbino; era stato nominato presidente di Area Science Park, Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste, dall’ex Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Inoltre, è stato responsabile del fondo rotativo del Protocollo di Kyoto in Italia e, come chairman della Global BioEnergy Partnership, è impegnato nella ricerca sugli usi sostenibili delle bioenergie; è membro dei comitati di governance internazionali CCICED (Cina) e dell’Assemblea generale del Regional Environment Center (REC) di Budapest; è ricercatore presso le Università di Harvard e Tshingua e Presidente della commissione tecnica Cipe per la riduzione delle emissioni).

 

Alcuni Paesi europei sono più avanzati dal punto di vista del corretto smaltimento. Perché?
La Spagna, la Francia e Germania hanno un immesso sul mercato uguale all’Italia. A parità di immesso, occorre considerare il fatto che una normativa adeguata alle esigenze in questi Paesi è partita dal 2005, in Italia dal 2008. Quindi scontiamo questo tipo di ritardo. La lentezza legislativa, “cronica” per il nostro Paese, è dunque uno dei motivi da tenere in considerazione. Inoltre, in Italia, fino a non molto tempo fa si conoscevano poco le informazioni necessarie. Ed è qui che Ecolamp si è ritagliata il proprio ruolo. Il sistema adottato dal Consorzio è comunque “cugino” di altri Consorzi europei, che ci hanno ispirato. La matrice è quindi europea, ma qualche differenza esiste, come per esempio il cassonetto di proprietà, caratteristica di Ecolamp, e non degli altri Consorzi in Europa. Anche grazie a queste nostre peculiarità, e al lavoro di Ecolamp, la raccolta è in crescita in Italia, di anno in anno.

 

Informazioni
www.ecolamp.it

 

A proposito delle iniziative di Ecolamp realizzate in passato leggi anche:
Educazione itinerante allo smaltimento delle lampadine

Ecolamp arriva a Parma con LampRiLamp

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