‘Via, più veloci dei neutrini!’. La luce è davvero superata?

“Più veloce dei neutrini!”, sembra che qualcuno dovrà prendersi la briga di doppiare di nuovo tutte le battute in cui Superman diceva “Via, più veloci della  luce!”. Tra i tanti poteri di Clark Kent travestito, infatti, c’è anche la capacità di volare a una velocità superiore a quella della luce… che ora è quella dei neutrini. Le ultime verifiche di ieri, infatti, sembrano (e sottolineiamo sembrano, sempre perchè noi di Illuminotecnica stiamo dalla parte della luce) dare ragione al CERN. 

 

”Non ci sono state obiezioni nè sono state rilevate eventuali fonti di errore. Non c’è stata, insomma, nessuna ‘dimenticanza’ ed è stato confermato che le misure sono attendibili”, ha detto la direttrice dei Laboratori del Gran Sasso, Lucia Votano, in riferimento al “summit” di ieri 26 settembre.
Anche il secondo esame è quindi andato bene: i dati della sperimentazione Opera, secondo i quali i neutrini viaggiano più veloci della luce, sono stati accolti nel migliore dei modi nel seminario organizzato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
C’è grande attesa anche per le reazioni che i dati hanno suscitato in Giappone, nel seminario organizzato a Nagoya dalla collaborazione internazionale Opera.

 

Il fascio di neutrini è protagonista di altri due esperimenti, oltre a Opera: si tratta di Borexino e Icarus, rispettivamente un orecchio puntato sui neutrini provenienti dal Sole e un esperimento proposto dal Nobel Carlo Rubbia nel 1977, inaugurato l’anno scorso.

 

Ma torniamo a noi. Il fatto che le misure di Opera siano convincenti non è sufficiente. La cosa da fare ora è ripetere l’esperimento e prendere nuove misure e nuovi dati per  avere la conferma definitiva o, in alternativa, per trovare un errore.
Negli Stati Uniti l’unico centro che può riprodurre un esperimento del genere è il Fermilab di Batavia, vicino a Chicago: un fascio di neutrini verrà inviato al rivelatore Minos, che si trova nella miniera di Soudan, nel South Dakota. Anche in questo esperimento, come in quello europeo Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), le particelle percorrono circa 730 chilometri.
L’altro laboratorio al mondo in grado di ripetere l’esperimento Cngs si chiama T2K (Tokai to Kamioka), in Giappone.
Con Stati Uniti e Giappone il Cern è già in contatto. Anche i laboratori del Gran Sasso si stanno organizzando per ripetere l’operazione.  

 

Attendiamo con fiducia i risultati dagli USA e dal Giappone perchè, come abbiamo detto, noi di Illuminotecnica.com siamo dalla parte della luce, non per ragioni scientifiche, ma per simpatia. E ci domandiamo anche: quali conseguenze sul design e sulla progettazione della luce potrà avere l’eventuale conferma della ultra-velocità dei neutrini? A pensarci, nessuna. Ma chissà: nessuno avrebbe mai detto che Einstein sarebbe stato, anche in via ipotetica, contraddetto.

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