Vicenza all’avanguardia: arriva il Piano contro l’inquinamento luminoso

In Veneto è stato approvata nel (lontano) 2009 la legge regionale su contenimento dell’inquinamento luminoso, sul risparmio energetico, sulla tutela dell’ambiente e dell’attività svolta dagli osservatori astronomici, la n. 17.

 

Prendiamo come esempio Vicenza. La legge sta funzionando: nel 2009 i punti luce presenti sul territorio comunale erano 15.459 (e consumavano 9,2 milioni di chilowatt/ora pari all’emissione in atmosfera di quasi 5 milioni di chili di Co2), a fine 2011 i punti luce sono saliti a 15.801 ma hanno consumato meno, cioè 8,7 milioni di chilowatt/ora pari a 4,7 milioni di chili di Co2.
La giunta ha licenziato il Piano per il contenimento dell’inquinamento luminoso e il risparmio energetico, che contiene anche un regolamento per la messa a norma degli impianti pubblici e privati per ridurre l’inquinamento luminoso e abbassare i consumi, dovrà essere approvato dal consiglio comunale

 

Dice l’assessore all’ambiente Antonio Dalla Pozza: “La Regione stabilisce che l’aumento annuale dei consumi nell’illuminazione pubblica non può superare l’1% dell’anno di riferimento, il 2009. E noi siamo sulla buona strada, perché già ora abbiamo aumentato i consumi solo dello 0,5% a fronte di maggiori punti luce. È l’effetto delle nuove tecnologie utilizzate, soprattutto gli impianti a led, e dei sistemi di regolazione del flusso luminoso di nuova generazione che stiamo utilizzando negli ultimi anni”.

 

L’inquinamento luminoso nuoce alla salute a causa degli abbagliamenti degli impianti pubblici e privati, che possono essere causa di incidenti stradali. L’obiettivo del piano non è solo fare multe ma diffondere la conoscenza delle nuove norme, abbattere l’inquinamento e i consumi. Ecco perché il Comune punterà maggiormente sulla formazione dei tecnici e degli artigiani, coloro che realizzano di fatto gli impianti illuminotecnici privati, dovranno essere conformi anche al piano per il contenimento dell’inquinamento luminoso. Per quanto riguarda gli impianti pubblici i primi è più importanti interventi riguardano la sostituzione delle lampade a vapori di mercurio con le lampade a vapori di sodio o a Led. Grazie alla sostituzione dei corpi illuminanti diminuiscono anche i consumi e la Co2 emessa in atmosfera.
Poi si lavorerà sul direzionamento del fascio luminoso, adeguandolo alle norme.

 

Il piano è stato trasmesso alle associazioni di categoria, agli ordini professionali e alle associazioni ambientaliste che hanno formulato diverse osservazioni, quasi tutte accolte perché hanno rappresentato un importante contributo per migliorare il piano. Aggiunge però Dalla Pozza: “Per questo ringrazio chi ha avuto il tempo e la pazienza di partecipare agli incontri e presentare osservazioni. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali c’è però un aspetto controverso sul quale stiamo aspettando un chiarimento dalla Regione: la legge infatti prevede che a mezzanotte tutte le insegne luminose vengano spente, cosa che però si pone in contrasto con la nuova legge di liberalizzazione del commercio. Intanto quindi, d’accordo con Confcommercio e Veneto Stellato, aderiamo all’interpretazione per cui le insegne relative al punto vendita non vanno spente, a differenza di quelle che pubblicizzano il punto vendita in altre parti delle città”.

 

Con tutte le iniziative svolte, conclude Dalla Pozza “il piano ci aiuta a rispettare anche il Piano di azione per l’energia sostenibile (Paes) che sottoporremo alla Commissione europea nei prossimi mesi per effetto dell’adesione del Comune di Vicenza al Patto dei sindaci firmato l’anno scorso a Bruxelles: entro il 28 gennaio infatti dobbiamo approvarlo per dire mediante quali azioni il Comune contribuirà volontariamente al rispetto del protocollo di Kyoto e in che modo quindi, entro il 2020, arriverà alla riduzione del 20% delle emissioni in atmosfera e aumenterà del 20% l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Così poi potremo provare ad accedere a tutta una serie di finanziamenti europei riguardanti l’energia e la sostenibilità, per noi di vitale importanza in un momento di così scarse risorse”.

 

La città di Vicenza può essere portata a esempio per capacità di iniziativa e collaborazione tra le diverse esigenze presenti all’interno del nucleo cittadino, come dimostrano i buoni risultati raggiunti nel dialogo con le associazioni di categoria. La legge regionale ha reso possibili determinati interventi.
Ma non solo: la città si sta impegnando anche per l’Europa e per il rispetto del protocollo di Kyoto. Lodevole (e intelligente) contributo.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico